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Una nuova linfa. Il rinnovo dei consigli degli Ordini all’insegna di una maggiore presenza delle giovani generazioni

Di Davide Petrosillo

Presidente Fenagifar

Dicembre 2017

 

Ricordo una breve sequenza del film L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi, in cui un abile contadino, sfruttando in un preciso momento dell’anno condizioni ideali di luce e temperatura, riesce a ottenere bellissimi pomodori fuori stagione, con sorpresa di tutti e vantaggio economico  per  lui  stesso. Il trucco consisteva nella semina precoce in luogo protetto e nell’interrare le pianticelle al tempo giusto, a ridosso della parete della stalla più esposta al sole e, infine, seguirle nella crescita con amorevoli cure. L’accostamento di questa immagine all’ingresso di diversi giovani nei nuovi consigli degli Ordini dei farmacisti, come avvenuto nella stagione dei rinnovi 2017, sarà forse un po’ arduo e rischia di essere irriguardoso, ma evidenzia molto bene un concetto: la sapiente azione di un lungimirante maestro è ancor più proficua, se dedita anche alla rigenerazione che porterà a sicuri nuovi frutti. La sfida è vinta, quindi, quando il percorso si fa virtuoso, incardinando all’esperienza e alla saggezza la volontà di investire in chi è fonte di nuovo entusiasmo e innovative idee, ossia, credere nella linfa che porta a nuovo vigore. D’altronde, bene ha fatto chi, prima di noi, con questo criterio, ha concepito le organizzazioni che si sono poi rivelate come scuole di formazione, ossia veri e propri “vi- vai”, tanto per rimanere in tema. Sto pensando alle Agifar che, nel tempo, hanno formato generazioni di farmacisti che oggi sono alla guida dei diversi organi di governo della categoria, fino ai livelli più alti.

Posso testimoniare come, memori del loro percorso di crescita, questi dirigenti siano ora essi stessi propugnatori della rigenerazione, tanto da essere considerati dai più giovani come modelli da seguire. Viene poi spontaneo estendere il pensiero di questo travaso, dai vivai alla fase produttiva, al valore della concertazione tra i diversi organi rappresentativi della professione e della farmacia. Credo a nessuno possa sfuggire quanto, oggi più che mai, sia importante seguire una logica di sistema, ossia considerare e valorizzare ogni particolare dell’intero corpus, sfruttandone le intime risorse, ma senza perdere la visione globale e le finalità condivise, pertanto, evitando personalismi e individualismi.

La promozione di scambi, staffette e sinergie è il migliore dei modi per operare in coordinamento, come in una grande orchestra, alla ricerca del medesimo risultato, nel comune interesse delle diverse componenti della stessa categoria.

Cooperazione, unità e compattezza sono quindi fattori essenziali per affrontare questo importante tempo di cambiamenti, promuovendo la modernità e l’insostituibilità di una professione da esercitare in una farmacia che continui ad essere colonna portante dell’intero sistema sanitario del nostro Paese.