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Giovani farmacisti. Premio “Osvaldo Moltedo” alle promesse giovanili

Il Premio alle promesse giovanili “Osvaldo Moltedo” nasce con la finalità di riconoscere il valore dell’impegno dei giovani farmacisti, nell’ottica di valorizzare i progetti che si siano distinti per obiettivi concreti nell’evoluzione professionale del farmacista. «L’importante riconoscimento ricevuto da tre Agifar provinciali è la tangibile testimonianza di quanto l’attività associativa svolta dai territori a supporto della professione, sia motore essenziale per la Federazione», afferma Carolina Carosio, presidente Fenagifar.

Controllo prescrittivo sul trattamento farmacologico

«È irragionevole ipotizzare una farmacia come studio professionale? La prima rivoluzione parte da dentro noi stessi – afferma il dott. Alberto Lepore, presidente Agifar Foggia. Comprendere quanto sia importante il nostro impegno nella gestione del farmaco è la chiave per evitare la perdita della nostra professionalità e del nostro lavoro, minacciato dalla meccanicizzazione e informatizzazione dei sistemi». Lo studio ha analizzato le prescrizioni dei pazienti polimedicati, attraverso i criteri di STOPP and START, il rischio ADR e i parametri di interazione farmacologica, ideati dall’istituto Mario Negri. Dall’analisi dei dati sono emersi 894 interazioni e riscontrati 260 criteri di STOPP e 7 criteri di START, ascrivibili questi ultimi a due classi: il mancato impiego di statine e il mancato utilizzo di farmaci per il controllo della BPCO e dell’asma. Sono state considerate come criteri di STOPP anche le errate prescrizioni di farmaci anticoagulanti e antibiotici. Ben 118 sono state le prescrizioni da sottoporre nuovamente al vaglio del medico curante, pari al 71.95 %. «Tale studio è la prova tangibile che nulla per il bene della nostra categoria è irrealizzabile».

Corso pratico vaccinazioni e attività solidale

«Un onore e motivo, per profondere energie con ancora più entusiasmo nelle attività sul territorio, ricevere il Premio alle promesse Giovanili Osvaldo Moltedo – afferma Vladimiro Grieco, presidente Agifar Roma. – Fiero della mia squadra che ha svolto le attività in un anno particolarmente difficile per l’associazionismo in generale, ed emozionato di ricevere il premio che ha il nome di un maestro, di un amico, di una persona cara a tutti noi farmacisti romani e italiani, che ci ha lasciato troppo presto. Tra le attività di maggior rilievo vi sono: il corso pratico per le vaccinazioni Covid, realizzato n presenza e in totale sicurezza con più di 800 colleghi, suddivisi in più turni di lavoro, organizzati nella sede di Federfarma Roma; e un’attività solidale, svolta a marzo dello scorso anno, nel momento di massima emergenza, nella quale si sono sostenuti più di 150 colleghi e le relative farmacie, comprando e omaggiando i dpi, in un momento di mancanze assolute. Dedico ai miei ragazzi questo riconoscimento, perché: da soli si cammina veloci, ma insieme si va lontano».

Promozione della lotta all’antibiotico resistenza

Sia la pandemia di COVID-19 sia quella dell’antibiotico resistenza sono minacce sanitarie globali che richiedono un approccio condiviso delle politiche nei vari Paesi e a tutti i livelli della società, come afferma l’ultimo rapporto sull’antibiotico resistenza, dell’Istituto Superiore di Sanità. L’Agifar di Torino, coordinandosi con il gruppo di ricerca della Prof.ssa Paola Brusa del Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco (DSTF) dell’Università di Torino, ha deciso di realizzare un progetto volto ad indagare la consapevolezza del cittadino sugli effetti dell’uso scorretto degli antibiotici ed incoraggiarne l’uso consapevole attraverso un counselling strutturato. Sono stati raccolti circa 2000 questionari, da cui è emerso che la maggior parte degli intervistati non è consapevole della pericolosità di un uso scorretto o disattento di tali farmaci, il 53% non conosce il significato dell’antibiotico resistenza e il 22% afferma di assumerli senza consultare prima il medico. «Tali risultati, afferma il dott. Giacomo Operti, presidente di Agifar Torino, mostrano quanto lavoro ci sia ancora da fare per consapevolizzare l’opinione pubblica sulla gravità del fenomeno e come il farmacista possa essere la chiave di volta per informare la popolazione e affiancarla nell’utilizzo corretto e consapevole degli antibiotici».

A cura di Paolo Levantino