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Il ruolo del farmacista nella telemedicina: focus sulle malattie cardiovascolari nell’indagine SIFAC

Nella 8° edizione di FarmacistaPiù, tenutasi in versione digital i primi di Novembre, durante il convegno SIFAC (Società Italiana Farmacia Clinica), sono stati presentiati i risultati dell’indagine, condotta insieme a Fenagifar, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Milano, sui cambiamenti dei servizi di telemedicina in ambito cardiovascolare conseguenti alla pandemia Covid-19.

É ormai noto quanto la telemedicina sia in rapida espansione, abbracciando attività che spaziando dalla gestione delle cartelle cliniche fino al teleconsulto e quanto abbia permesso di potenziare l’accesso e la gestione delle cure, come ricordato dal Presidente della SIFAC Corrado Giua Marassi.

In questo contesto risulta quindi fondamentale, da un lato conoscere le criticità emerse dal servizio e dall’altro capirne le opportunità. Criticità ed opportunità sono infatti i temi principali trattati dall’indagine “I servizi di telemedicina in ambito cardiovascolare in farmacia: indagine sui cambiamenti post COVID-19”.

Nel dettaglio, Enrico Keher, dottore di ricerca della Società Italiana Farmacologia Clinica riportando alcuni dati dello studio, ha permesso di fotografare alcune fra le principali difficoltà della telemedicina: “Circa il 70% dei farmacisti che ha risposto all’indagine, ha lamentato una mancanza di linee guida e protocolli condivisi, l’86% ha riportato come la formazione in questo campo sia ancora lontano della pratica del lavoro in farmacia, e il 61% ritiene che sia troppo frammentata; sempre il 60% dei farmacisti intervistati ha risposto che il paziente conosce poco il servizio di cui resta spesso ancora diffidente. Infine, il 55% ha segnalato criticità nel rapporto con altre figure professionali che si interfacciano con il paziente”.

In questo contesto quindi, sottolinea Carolina Carosio, presidende Fenagifar, sarà fondamentale per ottenere la fiducia dei pazienti, sia garantire qualità e standardizzazione del servizio sia sostenere la formazione e la comunicazione. Inoltre, in questa fase di transizione, verso un futuro in cui la telemedicina permetterà di elargire sempre più pestazioni al paziente, è importante sottolinare la collaborazione multidisciplinare con gli altri operatori sanitari, come mezzo di rassicurazione al paziente per questi servizi.

Alla luce di questo, il 70% dei farmacisti è comunque altamente motivato ad erogare il servizio di telemedicina date le diverse opportunità fra cui: la percezione di un miglioramento del ruolo del farmacista; il potenziamento della ruralità, come prima frontiera dello sviluppo della telemedicina; la gestione della cronicità; l’entrata a pieno titolo della farmacia nel SSN erogando prestazioni.

 

A cura di Michela Soardi