Fenagifar
menu

UN ALLEATO PER COMBATTERE LA STANCHEZZA POST-COVID

Chi ha avuto il Covid lo sa: uno dei postumi del virus è la stanchezza prolungata, che rientra nello spettro della cosiddetta sindrome post-Covid.

Una buona notizia, però, c’è ed arriva dal sud Italia, in particolare dalla collaborazione tra un’azienda di giovani farmacisti, Officina Speziale, e l’ospedale “Perrino” di Brindisi dove l’integratore formulato è stato testato su un campione di 142 pazienti e ha ottenuto la convalida del protocollo di studio dal Comitato Etico dell’Ospedale di Brindisi.

Come Federazione di Giovani Farmacisti, siamo orgogliosi di intervistare il Dott. Luca Spagnolo, Presidente di Agifar Taranto, che ci racconterà la storia dell’integratore ReQupero nato all’interno della sua azienda Officina Speziale.

 

Luca come è nata l’idea di ReQupero?

“Galeotta fu L’Agifar! Grazie alla collega ed amica Silvia Macchitella di Agifar Brinidisi che ci ha messo in contatto con il Dott. Piero Gatti, medico primario di Medicina Interna dell’Ospedale di Brindisi. Questa è la bellezza dell’Agifar, saper mettere in rete i professionisti di vari settori.”

 

Per essere più specifici, qual è la forza di ReQupero?

“Lo studio iniziale era concentrato sul Coenzima Q10 come fattore determinante nella cura degli effetti del long Covid. Il nostro approccio, mio e di mia sorella Barbara, è stato quello di migliorare la formula tramite l’inserimento dell’acido alfa lipoico. Quest’ultimo ha sia un’azione veicolante per il Coenzima Q10 che un’azione antinfiammatoria sul sistema nervoso, agendo, quindi, a livello centrale.

 

Avete dovuto affrontare delle difficoltà durante la fase di sperimentazione?

“Certamente! Bisogna provare e migliorarsi! Infatti, i primi lotti sperimentali prodotti avevano riscontrato degli effetti collaterali a livello gastrico; tuttavia, andando a migliorare gli studi di farmacocinetica e farmacodinamica è stata ottenuta una maggiore protezione sia delle polveri interne che della stessa capsula da ingerire.”

 

Quali sono le sintomatologie da long Covid che migliorano con l’assunzione di ReQupero?

“Sicuramente l’affaticamento cronico che il Covid lascia nei pazienti. Si è notato come il 63 per cento di pazienti guariti da Covid soffre della cosiddetta ‘fatigue’, un’eccessiva stanchezza fisica e mentale che rende improba qualunque attività e di cui non ci si riesce a liberare, mentre il 26 per cento sviluppa disturbi del sonno e il 23 per cento ansia o depressione. La sindrome post Covid non è ben conosciuta, ma sono noti gli sviluppi patogenetici e il tipo di danno che arreca alle cellule a livello mitocondriale con l’abbattimento della produzione di energia. Nella sindrome da affaticamento cronico post Covid-19 sono presenti una disfunzione mitocondriale e una ridotta concentrazione di coenzima Q10, ed è per questo che ReQupero sta ottenendo un ottimo riscontro.”

 

Quali sono stati gli effetti sui pazienti che stanno utilizzando ReQupero in questa prima fase di studio?

“L’emozione che mi porto dentro è vedere come sin dall’assunzione della prima capsula il paziente reagisce vigorosamente alla terapia e si riappropria della vita quotidiana. In particolare, riporto l’esempio del paziente zero che, dopo solo una settimana di continua somministrazione del nostro integratore, è passato dal dormire 14 e più ore al giorno, ad andare in palestra. Si è sentito un uomo nuovo ed ha potuto riaprire la sua attività, lasciata chiusa perché non riusciva più a gestire la sua vita.”

Luca parliamo di uno studio nato nel sud Italia, ma con l’ottimo riscontro ottenuto possiamo sognare un po’ più in grande. Quali sono le prospettive future del progetto Requpero?

“Sarebbe interessante aprire nuovi studi in tutta Italia e, perché no, andare anche oltre i confini visto che nel mondo ci sono 100 milioni di casi di long covid che rendono invalidante la vita dopo la malattia. Inoltre, a breve i pazienti che hanno già avuto la possibilità di sperimentare ReQupero per due mesi, come stabilito da protocollo, inizieranno il prolungamento della fase di test per altri due mesi, poiché loro stessi hanno visto come l’integratore abbia anche un riscontro nel miglioramento del tono dell’umore.”

 

Intervista a cura di Ginevra Giannantonio