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Farmacista 2.0: l’era delle nuove competenze professionali

Nell’ambito del progetto Fenagifar denominato #DirittoDiParola, il secondo tavolo tematico ha trattato le nuove competenze professionali del farmacista, la clinica e le vaccinazioni, nel contesto italiano ed internazionale.

Il farmacista clinico

La figura del farmacista clinico nasce negli ospedali, ma negli ultimi anni si è sviluppata anche sul territorio. Grazie ad una formazione specialistica, il farmacista clinico acquisisce competenze specifiche sulla gestione dei minor diseases e sulla presa in carico del paziente cronico.

Il metodo clinical pharmacy permette di gestire il paziente in maniera chiara ed univoca, basandosi su una robusta letteratura scientifica e su un approccio basato sull’evidence based medicine. In prima istanza, il farmacista clinico va indagare se sono presenti o meno fattori di rischio e segnali di allarme che, se evidenziati, devono indurre il professionista a rinviare il paziente al medico. Si verifica così una sorta di triage, che permette di alleggerire la filiera sanitaria di ulteriore gravosità. Successivamente, il farmacista va a caratterizzare il problema e nei casi non complicati dispensa la soluzione terapeutica più appropriata in base al sintomo principale evidenziato, tenendo in considerazione il rapporto efficacia/sicurezza delle diverse opzioni a sua disposizione.

Il farmacista clinico riveste poi un ruolo fondamentale anche nella presa del paziente cronico attraverso il consiglio sul corretto impiego del farmaco, il monitoraggio della terapia, la promozione dell’aderenza terapeutica ed una farmacovigilanza attiva.

Il Farmacista vaccinatore

Altra figura emersa è quella del farmacista vaccinatore. Grazie ad un interessante spaccato europeo è emerso dal dialogo con i nostri relatori che i farmacisti comunitari svolgono già da tempo un ruolo significativo all’interno delle campagne vaccinali attraverso l’educazione della popolazione, sensibilizzandola alla profilassi, e attraverso l’espansione e l’accesso ai servizi di immunizzazione.

In Portogallo, i farmacisti vaccinano già dal 2007 e un progetto pilota del 2018 ha dimostrato un aumento del 38% della copertura antinfluenzale nei comuni coinvolti, grazie alle farmacie, capillari e sempre accessibili. In Irlanda da quando è iniziata la vaccinazione antiinfluenzale nel 2011 la copertura è aumentata di ben il 60%, mentre in Francia tra il 2019 e 2020 ben 2,4 milioni di persone (1 paziente su 4 ) è stato vaccinato in farmacia.  In Inghilterra, quest’anno le farmacie hanno somministrato il 60% di vaccinazioni antiinfluenzali in più rispetto all’anno scorso, coprendo circa 2,8 milioni di soggetti. I farmacisti inglesi, inoltre, si occupano anche delle somministrazioni di vaccini per il pneumococco, per la varicella, la meningite e il papilloma virus. È stato osservato che negli stati dove i farmacisti sono autorizzati a vaccinare si osserva non solo una maggiore percentuale di copertura vaccinale ma anche minori costi sanitari. In tutta Europa, i farmacisti di comunità oggi contribuiscono anche alle campagne di vaccinazione contro il COVID-19. Il loro coinvolgimento strutturale è stato confermato in 8 paesi europei. I farmacisti comunitari svolgono attività di gestione delle forniture, preparazione di vaccini, somministrazione e hanno un ruolo fondamentale nel segnalare anche sospette reazioni avverse dai vaccini COVID-19, contribuendo così alla farmacovigilanza. A marzo 2021, in Francia sono stati già somministrati in farmacia ben 700.000 vaccini COVID-19, mentre in Inghilterra oltre 400 farmacie ne hanno somministrato oltre 1,7 milioni. Da tutto ciò si evince ancor più l’importanza del farmacista e il suo ruolo attivo nell’immunizzazione, fornendo un importante contributo alla salute pubblica.

 

A cura del Dott. Paolo Levantino